Giardini esotici per Napoleone
Il giardino della villa napoleonica a Portoferraio. Le dimore in cui il condottiero si stabilì furono arredate con cura maniacale, in modo da riprodurre i fasti delle residenze francesi.

Napoleone all'Elba
Nei dieci mesi di soggiorno di Napoleone Bonaparte all'Isola d'Elba, il brigantino Incostante assieme allo sciabecco Stella percorsero il litorale del Mediterraneo con la bandiera del Regno dell'Etruria, senza essere disturbati dai cutter della Royal Navy, messi a disposizione dell'imperatore francese. I frequenti viaggi a Livorno, Genova, Napoli e in Francia servivano a portare nell'isola tutto il materiale necessario per rendere il nuovo Regno di Etruria degno dell'attenzione mondiale, quando a seguito del Trattato di Fontainebleau, nell'aprile del 1814, divenne il piccolo regno di Napoleone Bonaparte. Nei dieci mesi del suo "impero" elbano Napoleone razionalizzò l'attività estrattiva del ferro fino alla progettazione di un impianto siderurgico, organizzo nuove strutture ospedaliere mettendo anche una particolare cura nella selezione dei vitigni e introducendo colture inusitate all'Elba come l'olivo e la patata. Le sue dimore furono arredate con attenzione e gusto. La casa di campagna di San Martino prima del suo arrivo altro non era che un modesto casolare. Fu decorata dagli affreschi commissionati dal sovrano a Pietro Ravelli. La Palazzina dei Mulini diventò la residenza ufficiale di Napoleone e della sua corte. Gli ambienti assunsero i fasti dell'impero: fece demolire le vecche case che circondavano il palazzo, le mulattiere divennero strade circondate da gelsi e fece sbarcare nell'isola statue, vasi e piante rare. Ricevuta la sovranità sull'Elba, Napoleone si comportò in modo da far supporre che egli intendesse rimanere per sempre il sovrano di questa terra, provvedendo anche all'efficienza del suo piccolo esercito e imponendo un rigido protocollo di corte, mentre al Congresso di Vienna tutti discutevano di un suo possibile allontanamento dall'isola per Sant'Elena. Ma, come cita Alexandre Dumas padre nella biografia di Napoleone, "..i sovrani alleati s'incaricarono essi stessi di sorvegliare il leone, che però forse non dormiva". A tagliar corto poi su tale questione contribuì il fatto improvviso della fuga di Napoleone dall'Elba, la sera del 26 febbraio 1815, che mise in convulzione tutti i congressisti, i quali stavano appunto discutedo come relegarlo a Sant'Elena. "Alle otto Napoleone uscì dal porto con un canotto e dopo pochi minuti era a bordo dell'Incostante. Nel momento che vi mise piede, si fece sentire un colpo di cannone: era il segnale di partenza". Dumas non racconta che il 10 marzo Napoleone Bonaparte, coi suoi mille soldati, sbarcò a Cannes e che le corti europee congregate a Vienna emanarono il 13 marzo le dichiarazione che Napoleone, fuggendo dall'Elba, ".. aveva distrutto il solo titolo legale al quale si trovava unita la sua esistenza".
Bonaparte si vede affidare dal Trattato di Fontainebleau il principato dellElba: nei dieci mesi in cui sarà sovrano dell'isola, prima di essere sconfitto a Waterloo, farà costruire diverse opere pubbliche e darà nuovi, significativi impulsi sia all'industria estrattiva sia alle attività legate al mare, come le tonnare e la marina mercantile. L'arcipelago entra a far parte del Regno d'Italia nel 1860: le saline di Portoferraio incrementano la loro attività (Scompariranno nel 1899) e nel 1873 il primo "vapore" comincia a collegare l'Elba con Piombino, segnando l'inizio del declino della marineria elbana, legata alla navigazione a vela.

Da: Coste & Mari d'Italia (2000) Affitto imbarcazioni all'elba charter

Un piccolo impero attrezzato contro i nemici
Il faro napoleonico di Portoferraio. Napoleone provvide alla fortificazione militare del suo piccolo regno elbano traendo ispirazione e procurandosi i materiali durante i viaggi a Livorno, Genova, Napoli.

La nuova stagione
Oggi la storia dell'arcipelago, delle sue risorse e delle antiche attività dei suoi abitanti si può leggere nelle miniere abbandonate che segnano il paesaggio tra Rio nell'Elba e Capoliveri, tra Cavo e Rio Marina, nei porti che punteggiano l'Elba, adesso meta prediletta di tanti diportisti ed amanti delle barche a vela, da cui un tempo partivano velieri e navi carichi di minerali, di grano, di olio, di vino e di sale, nelle solitarie e spettacolari cave di granito che si incontrano nei dintorni di San Piero in Campo, nelle campagne, dove per molti secoli l'attività agricola ha rappresentato una importantissima fonte di sussistenza. Parliamo di "storia", perchè in questo secolo il turismo ha profondamente rimodellato il volto dell'arcipelago, ne ha trasformato radicalmente l'economia: le miniere, per esempio, hanno definitivamente chiuso i battenti nel 1984 e il patrimonio storico - culturale che racchiudono potrà essere salvato e valorizzato soltanto dal Parco mineralogico e minerario (attualmente in allestimento).

E' il luogo ideale per poter attraccare con i nostri charter a vela noleggiati presso Marina di Salivoli a Piombino.
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